Orsini Arte

GIUSEPPE DIOTTI

(Casalmaggiore, 1779 – 1846)

 

Ritratto del conte Galeazzo Boselli, 1820 circa.

 

Olio su tela, 72 x 58 cm.

 

Nel celebre acquerello che rappresenta la Conversazione del conte Andrea Vertova di Faustino Boatti, uno dei più memorabili ritratti di gruppo della pittura italiana dell’Ottocento, dove si contano le effigi di ben 29 personaggi della Bergamo dell’epoca, Giuseppe Diotti, l’autore del nostro ritratto, e il conte Galeazzo Boselli, il ritrattato, sono raffigurati a pochi passi di distanza e i loro sguardi sembrano incrociarsi. La comune frequentazione del cenacolo di casa Vertova, luogo prediletto di incontri dell’élite cittadina, rappresentò con buona probabilità l’occasione per la commessa del ritratto, in cui il conte Boselli sfoggia un gusto sobrio ma misuratissimo nella scelta degli abiti: il contrasto cromatico tra i toni bruni del soprabito e il candore dello jabot viene temperato dai motivi floreali del panciotto che richiamano la nuance della sciarpa scozzese. Non passa inosservato il tocco d’eleganza del guanto indossato in una sola mano, uno status symbol la cui origine va ricercata nella ritrattistica cinquecentesca. Modernissima è invece l'attenzione al vero fisionomico e psicologico nella caratterizzazione del Boselli, che contrappone ai segni del tempo uno sguardo fiero e penetrante.

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