Orsini Arte

ANDREA APPIANI

Milano, 1754-1817


La Riconoscenza muove incontro a Napoleone a cavallo mentre la Vittoria chiude la porta del tempio di Giano, 1802 circa


Disegno a matita, carboncino, gessetto e tempera grigia su carta bianca, 355 x 515 mm.


Nelle cosiddette Carte Reina, che sono la fonte imprescindibile per la conoscenza dell’opera di Andrea Appiani, Francesco Reina, amico intimo e primo biografo del pittore milanese, cita un “quadro della Riconoscenza non eseguito, di cui v’è il Disegno rapprese.e Napoleone a cavallo, la Vittoria che chiude la porta a Giano, e la Riconoscenza che si presenta a Napoleone”.

La descrizione pur sommaria basta a identificare detto disegno con il nostro, che, a quanto si legge, doveva rappresentare un bozzetto per un dipinto mai realizzato. Sempre interpretando le parole del Reina, è molto probabile che inizialmente Appiani avesse intenzione, salvo poi cambiare proposito, di partecipare al concorso della Riconoscenza proprio con un dipinto ispirato al nostro disegno. Tale concorso, indetto dalle istituzioni milanesi per esprimere la propria riconoscenza verso Napoleone liberatore, si svolse nel 1802 e fu vinto da Giuseppe Bossi. A decretarne il successo contribuì anche lo stesso Appiani, che, come detto, decise di non partecipare da concorrente, ma figurava nella lista dei giurati. Pur non essendo stato tradotto in pittura, il nostro disegno va ad arricchire il novero di opere celebrative che Appiani eseguì per il Bonaparte, diventandone il pittore ufficiale in Italia.

La famosa serie dei Fasti di Napoleone, nei quali Appiani narrò le gesta del grande condottiero durante la prima campagna d’Italia, collocati nella Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale e distrutti sotto un bombardamento nel 1946, rappresentano il punto più alto della pittura encomiastica appianesca. E’ interessante notare che Appiani iniziò l’esecuzione dei Fasti nel 1801 per terminarli nel 1807. Sempre nel 1801 fu emesso il bando di concorso per la Riconoscenza. E’ dunque possibile che il pittore non abbia potuto dar seguito al progetto per il concorso proprio perché impegnato nella realizzazione, che si prospettava lunga ed estenuante, dei 35 dipinti a monocromo per Palazzo Reale.

La nostra allegoria, che Gian Lorenzo Mellini riteneva ispirata al tema antico di Traiano e la vedova, spicca per un altro dato interessante, la personificazione della Repubblica Italiana come giovane donna con la corona di torri. Questo particolare iconografico, che risale ai primi anni del Seicento quando Cesare Ripa la inserì nella sua Iconologia, viene riscoperto e inserito sia da Bossi nel dipinto vincitore del concorso sia da Appiani nel nostro disegno, e da questo momento in avanti sarà utilizzato sempre più spesso per rappresentare l’Italia.


Bibliografia: Carte Reina, Parigi, Bibl. Nat., Fondo Custodi, ms. it. 1546, fol. 193; G. L. Mellini, in Labyrinthos, 13/16, Firenze 1990, pp. 373-375, 386 (fig.); G.B. Sannazzaro, in Rassegna di studi e notizie, vol. XVII, Milano 1993, pp. 281-282, 299 (fig.); F. Mazzocca, L’ideale classico, Vicenza 2002, pp. 159, 233-235; F. Mazzocca, in Napoleone e la Repubblica italiana (1802-1805), catalogo della mostra, Milano 2002, n. 275, pp. 210-211; F. Leone, in Andrea Appiani pittore di Napoleone, Milano 2015, p. 89.

Copyright Orsini arte e libri - Web Developement Obdo - graphic and web