L’EDITIO PRINCEPS DI EUCLIDE EUCLIDE. Elementa geometriae (graecae). Basilea, J. Hervagen, 1533.

In Folio; 12 cc.nn., 268 pp., 115 pp. Bella cornice silografica e molti diagrammi e figure geometriche n.t. Legatura coeva in piena pergamena. Magnifico esemplare immacolato.

La prima edizione di Euclide del 1482 era una traduzione di un manoscritto in arabo ma per circa mezzo secolo l’originale greco non vide la luce. Simon Gryneus, teologo e filologo protestante, amico e compagno di studi di Melantone, aveva già pubblicato prima di questa opera un’edizione in greco delle opere di Aristotele. Per questa editio princeps utilizzò due manoscritti conservati oggi a Venezia (Marcianus 301) e a Parigi (Par. Gr. 2343). Questa edizione rappresentò per circa tre secoli il textus receptus dell’opera euclidea. I commentari al primo libro del matematico neoplatonico Proclo, qui presenti nella seconda parte, sono la critica più antica del quinto postulato di Euclide sulla esistenza delle rette parallele, che portò alla scoperta della geometria non euclidea da parte di Gauss, Bolyai e Lobachevsky. Questa edizione è anche importante per l’innovazione dei diagrammi geometrici utilizzati nel testo piuttosto che nei margini come era avvenuto nelle precedenti edizioni tradotte e commentate. E’ inoltre il primo testo stampato di filosofia della matematica.

Thomas-Stanford 7; Norman 720; Steck III, 29.

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