[COLA DA BENEVENTO] Del Governo della Corte d’un Signore in Roma... Aggiuntovi un Memoriale per fare qualunche apparecchio si sia... Roma, Vincenzo Lucrino [1552-1559?]. In 8°; 85, (3) pp.

Legato con: [COLA DA BENEVENTO] Memoriale per far qualunche apparecchio generale si sia. Tanta per la Corte d’un Signore, quanto per la Villa, o altrove... Roma, Vincenzo Lucrino [1552-1559?]. In 8°; 15 pp., 1 c.b.

Legatura coeva in piena pergamena molle, piatti riquadrati da filettatura dorata con 4 fiori di giglio agli angoli e uno al centro dei piatti. Tagli con piccole bulinature. Titolo manoscritto al dorso. Piatto anteriore con 3 piccole mancanze da rosicchiatura.

Questo volume contiene due rarissime opere attribuite a Cola di Benevento: la seconda edizione aumentata “Del governo della corte d'un signore in Roma” e la rarissima prima edizione del “Memoriale”. “Del governo” fu pubblicato per la prima volta a Roma da Francesco Priscianese nel 1543 come guida per la gestione pratica di una corte cardinalizia romana. Dopo aver indicato gli approvvigionamenti essenziali per la corte (pane, vino, carne, formaggio, antipasti, condimenti, legna, carbone, candele e fieno) e il relativo costo al giorno, al mese e all’anno, l'autore fornisce un elenco del personale della corte e degli stipendi, compresi il cuoco, gli intagliatori, i cappellani, il dottore e le lavandaie. Vengono poi fornite ulteriori informazioni sul ruolo e le responsabilità di altre figure fondamentali della corte come il “maestro di casa”, il segretario, gli studiosi (di teologia, filosofia e lingue), i camerieri e il cellario. Il “Memoriale” è, invece, una pratica guida per mobili, cibo e bevande, vettovaglie e per il personale necessario durante il soggiorno in città o in campagna. Secondo Barbieri, questa edizione fu stampata da Vincenzo Lucrino tra il 1552 e il 1559, utilizzando la stamperia di Valerio e Luigi Dorico a Roma (cfr. F. Barberi, Tipografi romani nel cinquecento, Firenze, 1983, pp. 112-113, 124). La prefazione di Cola da Benevento, tuttavia, è datata 1542 e questo ha portato diverse bibliografie e istituzioni a datare erroneamente il lavoro allo stesso anno. Il lavoro è stato descritto da Dioclecio Redig de Campos come un "curioso e rarissimo libretto... Non conosco nessun esemplare di questo libro estremamente raro" (La Bibliofilia, XL, 1938, pp. 161-183).

Legato con: DEMOSTENE. Le Undici Filippiche di Demosthene con una lettera di Filippo a gl’atheniesi. dichiarate in Lingua Toscana per M. Felice Figliucci Senese. Roma, Vincenzo Valgrisi, 1551. (IV), 140 pp.

€ 2600
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