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Questa pratica naturalmente si mantiene, ma i disegni cominciano a venire collezionati da una nuova tipologia di amatori, indipendentemente da un loro rapporto con la pittura. - [Dipinti](https://orsiniartelibri.it/dipinti/): In questa pagina trovate una selezione di dipinti dalla nostra collezione, costituita per la gran parte da opere comprese tra gli ultimi tre decenni del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, nel solco, dunque, delle correnti artistiche del Neoclassicismo e del Romanticismo. - [Contatti](https://orsiniartelibri.it/contatti/): Compila il form con i tuoi dati e ti risponderemo appena possibile. - [Cataloghi](https://orsiniartelibri.it/cataloghi/): Qui potete sfogliare i nostri cataloghi e ammirare le opere trattate in questi anni e quelle a disposizione in galleria. - [Mostre](https://orsiniartelibri.it/mostre/): Mostre Arte + Collezionismo – Roma Mostra del Libro Antico e Raro – Milano Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze 2024 AMART 2023 Milan Antiquarian Book Fair FLASHBACK AMART 2022 Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze 2022 FIRST ITALIA Salone della Cultura 2021 AMART 2021 Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze 2019 AMART 2019 Salone della Cultura 2019 AMART 2018 Tempo di Libri 2018 Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze 2017 - [Opere Vendute](https://orsiniartelibri.it/opere-vendute/): Ti invieremo periodicamente per e-mail tutte le informazioni su mostre ed eventi che ci vedono direttamente coinvolti e ti terremo aggiornato sulle nuove opere arrivate in Galleria. - [Home](https://orsiniartelibri.it/): Siamo una galleria d’arte specializzata in antiquariato e libri antichi, rinomata a livello nazionale e internazionale. Nella nostra collezione potrete ammirare  dipinti, disegni e sculture dal XVIII al XIX secolo e libri rari e di pregio. - [Collezioni](https://orsiniartelibri.it/collezioni/): Le Collezioni Dipinti Disegni Incisioni Sculture e oggetti d’arte Libri Antichi e Rari - [Chi siamo](https://orsiniartelibri.it/chi-siamo/): Fin da ragazzo Filippo Orsini ha sempre amato i libri. Ne comperava tanti, per leggerli ma anche semplicemente per sfogliarli e ammirarli come veri oggetti d’arte. ## opere - [Tavole anatomiche disegnate dal pittore Giuseppe Bossi ora per la prima volta pubblicate sotto la direzione del pittore Giuseppe Sogni e del pittore Giovanni Servi.](https://orsiniartelibri.it/opere/giuseppe-bossi-tavole-anatomiche/): Rarissima e importante raccolta di tavole anatomiche composta da frontespizio tipografico, dedica a Pompeo Marchesi in litografia, XX tavole numerate fuori testo, accompagnate da annotazioni descrittive di varia estensione ed espertamente colorate all'acquerello all'epoca (in ottime condizioni generali, con rare lievi fioriture, tracce di polvere e alcuni piccoli strappetti marginali). Conservata la brossura editoriale (parti marginali abilmente restaurate) in carta leggera con titolo e impressioni litografiche al piatto anteriore. Esemplare in barbe. - [Nove disegni preparatori per la raccolta di incisioni intitolata “La Pronea del Commendatore Melchiorre Cesarotti, composta, delineata, ed incisa da Teodoro Matteini”](https://orsiniartelibri.it/opere/nove-disegni-preparatori-teodoro-matteini/): Il nucleo di disegni qui descritto, oltre a rappresentare una significativa aggiunta alla produzione grafica di Teodoro Matteini, riveste un particolare interesse in quanto documenta l’esordio nella pratica incisoria da parte dell’artista. che si cimentò nella traduzione in immagini dei versi più significativi de “La Pronea”, il poema encomiastico che Melchiorre Cesarotti dedicò a Napoleone e alla sua epopea. Questi fogli rappresentano un momento cruciale e ancora poco indagato nell’attività di Teodoro Matteini: il suo consapevole ingresso nella pratica incisoria. - [Leda <br/> Ganimede <br/> Statue antiche esistenti nella Pubblica Libreria di S. Marco](https://orsiniartelibri.it/opere/francesco-caucig-leda-ganimede/): Rarissima coppia di acquetinte, sconosciute a tutti i repertori consultati, tratte da disegni del pittore neoclassico Francesco Caucig e incise da Gaetano Zancon, raffiguranti due celebri soggetti della statuaria classica allora conservati nello statuario pubblico veneziano presso la Libreria di San Marco. - [Venere e Cupido](https://orsiniartelibri.it/opere/andrea-appiani-venere-e-cupido/): Il dipinto da cui è tratta la nostra incisione risulta ad oggi disperso. E’ il famoso Venere e Cupido dipinto nel 1805 per il conte G.B. Sommariva e presentato al Salon di Parigi nel 1808. Secondo il Beretta, Appiani trasse il soggetto da una lucerna antica. L’incisione, dedicata al principe Eugenio, Duca di Leuchtemberg, realizzata nel 1822, ottenne in quell’anno il primo premio al grande concorso dell’Accademia di Brera. Fu poi pubblicata nel 1823. - [Il Ratto d’Europa](https://orsiniartelibri.it/opere/il-ratto-deuropa-andrea-appiani/): 1) Le compagne di Europa inghirlandano il toro - [Soggetti tratti dall’Ivanhoe romanzo storico di Walter Scott composti e disegnati da Hayez](https://orsiniartelibri.it/opere/francesco-hayez-ivanhoe/): Serie completa di 22 litografie edite da Vassalli a Milano con sei ritratti a mezzo busto (Walter Scott, Hayez, Lady Rowena, Rebecca Ivanhoe e Bois-Guilbert) e sedici scene di composizione raggruppate sotto il titolo Soggetti tratti dall’Ivanhoe romanzo storico di Walter Scotte composti e disegnati da Hayez. Sotto le composizioni i nomi delle persone ritratte e più sotto le citazioni dei passi che hanno ispirato l’autore tratte dall’edizione milanese dell’Ivanhoe del 1822 (W. Scott, Ivanhoe ossia Il Ritorno del Crociato di Walter Scott volgarizzato dal Professore Gaetano Barbieri, Milano, Ferrario, 1822, 4 vol.) edita dal Ferrario, che aveva iniziato a pubblicare proprio in quell’anno la traduzione italiana dei romanzi di Walter Scott, e da quella di Edimburgo del 1820 (Sir W. Scott. Ivanhoe. Edinburgh: for Archibald Constable and Co. and Hurst, Robinson, and Co., 1820. 3 vol.). - [Scena dal Guglielmo Tell](https://orsiniartelibri.it/opere/francesco-hayez-scena-dal-guglielmo-tell/): Questo acquarello di Francesco Hayez raffigura il giuramento dei congiurati svizzeri, episodio tratto dal Guglielmo Tell di Friedrich Schiller (1804), noto anche attraverso la trasposizione musicale di Gioachino Rossini (1829). La scena, ambientata tra le vette alpine che incorniciano il gruppo dei protagonisti, si concentra sul momento culminante della congiura: gli uomini si stringono le mani e alzano le braccia in un gesto di alleanza, mentre al centro un personaggio di robusta corporatura, con le braccia spalancate, catalizza l’attenzione e incarna la tensione drammatica della narrazione. La resa cromatica, ottenuta attraverso l’uso calibrato dell’acquarello con toni bruni e grigi, sottolineati da tocchi di biacca, conferisce al foglio una qualità scenografica e teatrale, accentuando la solennità dell’atto collettivo. - [Ritratto del pittore Antonio Bonetti](https://orsiniartelibri.it/opere/ritratto-del-pittore-antonio-bonetti/): Il nome del personaggio ritratto in questo dipinto è scritto sul verso del telaio su cui l’opera, realizzata su carta, è stata incollata verosimilmente tra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento. Si tratta di Antonio Bonetti (1710–1787), pittore quadraturista bolognese attivo come frescante in chiese e palazzi cittadini, membro di quell’Accademia Clementina di pittura, scultura e architettura rifondata dal cardinale Prospero Lambertini – futuro Papa Benedetto XIV – promotore a Bologna di un rinnovamento nelle arti come nelle scienze, cui la città deve alla metà del Settecento la sua vivacità culturale, in grado di confrontarsi con i centri culturali d’avanguardia in Europa. Autore di questo ritratto di grande freschezza espressiva è senza ombra di dubbio un altro pittore della medesima Accademia, seppure di ben diversa levatura: Ubaldo Gandolfi, allievo della Clementina già nel 1746, quando ottiene per la prima volta l’ambito riconoscimento del Premio Fiori, assegnato a quegli studenti che si fossero distinti per merito e assiduità. Premi che, nell’arco di quattordici anni successivi, il Gandolfi meriterà undici volte: indice, questo, del forte e duraturo legame del giovane artista con il mondo accademico e i suoi esponenti. Quando, nel 1760, viene proposta la sua aggregazione all’Accademia, se ne sottolinea, tra le motivazioni, la qualità di ritrattista di figure eminenti in ambito clementino. Uno di questi ritratti doveva essere proprio questo delizioso dipinto di mano veloce e di stesura rapida, realizzato con ogni probabilità nel quinto decennio del secolo, quando Bonetti è nel pieno della maturità e Ubaldo si cimenta con un genere pittorico che lo vedrà negli anni successivi all’opera in risposta alle pressanti richieste di colleghi e amici, nobili e concittadini. Le sue “sincere, affascinanti teste” al naturale sono tra le più autentiche e vitali prove del Settecento, non solo bolognese. Sarà Roberto Longhi, nell’occasione risolutiva della Mostra bolognese del Settecento emiliano del 1935, a rivalutare Ubaldo proprio e anzitutto per la “scioltezza d’intuizione pittorica” delle sue “arie di testa”, dopo lo scarto a favore del fratello Gaetano che lo aveva penalizzato in sede critica per tutto l’Ottocento. Tuttavia Jacopo Alessandro Calvi già nel 1802 gli riconosceva quel “gusto di macchia” che richiama all’ambito veneto, e segnatamente agli esempi del Piazzetta. Aria veneta si respira anche in questo ritratto, che il pittore illumina mostrando di conoscere le novità del colorismo e della fluidità della pittura lagunare, sebbene non vi sia certezza documentaria di un suo soggiorno a Venezia, come invece accade per il fratello Gaetano nel 1760. Questo venetismo, conosciuto forse per il tramite di schizzi, modelli, dipinti visti a Bologna, si innesta in Ubaldo nella matrice naturalistica che gli viene dalla grande pittura bolognese dei secoli precedenti, e segnatamente dai Carracci e da Guercino, che sono per lui la prima fonte di ispirazione e di studio. Ne deriva l’attenzione, affettuosa e partecipe, all’individuazione psicologica, in cui si esprime liberamente una vena di immediatezza narrativa rivolta alla poetica degli affetti. A proposito di dipinti come questo, il Landi (1781) osservava che vi si scorge “dentro una verità” ed una “facilità maravigliosa cavata dalla sola natura”. Gli studi critici su Ubaldo convergono sull’impossibilità di determinare una scansione cronologica di quelle che vengono definite le sue “teste di carattere”, anche se appare lecito credere che Ubaldo andasse dipingendole già nel sesto decennio del secolo. L’inedito Ritratto di Antonio Bonetti che qui si presenta documenta quindi l’inizio di questa produzione, che porterà negli anni successivi all’evoluzione stilistica rappresentata dai molti esempi già noti e riferibili ad una datazione comunque non anteriore al 1776, che costituiscono un gruppo omogeneo per risultati ed ispirazione, anche in virtù della comune committenza, quella del marchese Casali, amico e collega accademico. In questo Ritratto, eseguito su uno sfondo indeterminato, l’attenzione si concentra intatta sulla fisionomia del personaggio. La luce conferisce mobilità e nobiltà al volto. La pennellata è morbida; la materia densa, concreta, umile. Un tenue rosato accende l’incarnato sulle guance e ci restituisce, con poche pennellate, un ritratto vivo e reale, di particolare spessore. Nel decennio successivo Ubaldo avrà occasione di lavorare al fianco di Bonetti. Si datano al 1769 gli affreschi per il conte Bentivoglio, che, divenuto gonfaloniere, volle decorare le sale al pianterreno del suo palazzo: “la bella Galleria dipinta a chiaroscuro da Antonio Bonetti, le figure di Ubaldo Gandolfi”. La decorazione della galleria, nella quale il pittore dipinge storie della mitologia, evidenzia il modestissimo talento del quadraturista. Il vero talento è quello di Ubaldo, che qui rende omaggio con questo ritratto di stupefacente aderenza al vero, tassello importante per il catalogo del pittore, che ancora oggi appare non esaltante agli esordi e alquanto scarso proprio all’altezza del quinto decennio del secolo, in cui si colloca verosimilmente questo dipinto. L’opera, proveniente da una collezione privata bolognese, si presenta in buono stato di conservazione, grazie anche alla recente pulitura. Un precedente restauro aveva riaperto spazi, in particolare sullo sfondo, che il pittore aveva deliberatamente lasciato vuoti o leggermente dipinti, per dare freschezza, rilievo e immediatezza al ritratto, peraltro utilizzando la carta come supporto più adatto ad una veloce esecuzione. Sul verso del telaio si leggono con chiarezza i nomi di “Antonio Bonetti” e “Gandolfi”. Il cognome dell’artista è preceduto da una parola poco leggibile a occhio nudo; la visione al computer consente di leggervi “Ubaldo”. Bologna, 15/01/2016 Andrea Emiliani - [Il giudizio di Paride <br> Le Arti trionfano sul Tempo (Le Arti sconfiggono il Tempo)](https://orsiniartelibri.it/opere/giani-giudizio-paride-arti-tempo/): Si tratta di due dipinti incantevoli, concepiti probabilmente per essere ammirati insieme, in pendant. Identici sono il supporto e la tecnica, un olio magro quasi una tempera. Molto simili le misure. Pervasi, entrambi i dipinti, da un sottile erotismo che stempera i rimandi mitologici su cui sono costruite le immagini. - [Studio di nudo maschile in piedi](https://orsiniartelibri.it/opere/studio-di-nudo-maschile-in-piedi-francesco-monti/): Francesco Monti, detto il Bolognese per distinguerlo dall’omonimo pittore di battaglie di stanza a Brescia, è ricordato come grande esecutore di affreschi, ma oggi è apprezzato soprattutto come disegnatore di grande talento. - [Ritratto di Antonio Canova](https://orsiniartelibri.it/opere/ritratto-di-antonio-canova-1800-artista-xix-secolo/): Questo inedito ritratto di Antonio Canova fu verosimilmente eseguito dal vero a giudicare dai tratti rapidi ma controllatissimi con cui l’autore, non ancora identificato, ha tracciato il volto dello scultore. Tra i ritratti noti di Canova, è certamente il più intimo: nessun orpello abbellisce l’effigie del ritrattato, che si concede all’occhio del suo ritrattista a collo scoperto e financo spettinato (i rari capelli argentei che tentano inutilmente di coprire la calvizie sono magistralmente tratteggiati con il gessetto).   - [Autoritratto, 1811](https://orsiniartelibri.it/opere/autoritratto-1811-giuseppe-bossi/) - [Autoritratto, 1790](https://orsiniartelibri.it/opere/autoritratto-1790-andrea-appiani/) - [Autoritratto, 1827](https://orsiniartelibri.it/opere/autoritratto-1827-giuseppe-bezzuoli/) - [Autoritratto, 1785 ca](https://orsiniartelibri.it/opere/autoritratto-1785-domenico-corvi/): Durante il quarto decennio del XVIII secolo Domenico Corvi realizzò una serie di quattro autoritratti in cui progressivamente sviluppò il suo intento di esaltare, attraverso l’inserimento di particolari iconografici sempre nuovi, non solo la sua personalità di artista ormai affermato ma anche, in senso più ampio, di rivendicare un rango sociale più equo per la categoria professionale di cui faceva parte: “Ribadire la nobiltà della professione e il suo carattere liberale è infatti l’unica via in antico regime per affrancare l’arte da una condizione ‘meccanica’ insita nella sua ineludibile manualità” (Barroero, Susinno 1999). - [Apologia di Socrate davanti ai giudici, 1867](https://orsiniartelibri.it/opere/apologia-di-socrate-davanti-ai-giudici-frans-de-wilde/): Il soggetto del dipinto, che partecipò al Prix de Rome belge del 1867 come riportato sulla targa applicata alla cornice, è tratto da un episodio de L' Apologia di Socrate, un testo scritto in giovane età da Platone che racconta le fasi del processo al suo maestro, incolpato di traviare i suoi discepoli criticando i valori tradizionali di Atene e accusato di empietà. - [Ritratto di Claude-Louis Berthollet](https://orsiniartelibri.it/opere/ritratto-di-claude-louis-berthollet-jean-baptiste-wicar/): Claude-Louis Berthollet (1748-1822) è stato uno tra i più importanti scienziati del periodo napoleonico. Nel 1787 fa parte, con Lavoisier, di un gruppo di studiosi che formulano un nuovo sistema di nomenclatura della chimica valido ancora oggi. Nel 1785 scopre le proprietà decoloranti del cloro. Nel 1791 pubblica gli Eléments de l’art de la teinture, che rappresenta il più sistematico trattato di chimica tintoria dell’epoca. Nell’Essai de statique chimique del 1803 espone le sue teorie sull’affinità chimica e la reversibilità delle reazioni, e introduce la nozione di equilibrio chimico. Conduce importanti ricerche anche nel campo della chimica degli esplosivi e della metallurgia del ferro. Membro dell’Académie des Sciences, fu uno dei fondatori dell’Ecole Polytechnique. Berthollet era uomo colto e raffinato, i suoi interessi superavano i confini della scienza abbracciando le lettere ma soprattutto le arti, di cui era un grande amatore. Fu così che Napoleone nel 1796 lo nomina membro della Commission des Science set des Arts, organismo che riuniva eminenti personalità dell’intellighenzia bonapartista a cui spettava il compito di setacciare il territorio italiano alla ricerca di opere d’arte da requisire e trasferire al Louvre. - [Allegorie della Rivoluzione francese, post 1799](https://orsiniartelibri.it/opere/allegorie-della-rivoluzione-francese-jean-baptiste-wicar/) - [CANCER BACKGROUND](https://orsiniartelibri.it/opere/cancer-background-sebastiano-vassalli/): Nato a Genova nel 1941 da madre toscana e padre lombardo, Sebastiano Vassalli si trasferisce in giovane età a Novara. Laureatosi in Lettere a Milano, discutendo con Cesare Musatti una tesi su "La psicanalisi e l'arte contemporanea", osteggiata dal correlatore Gillo Dorfles , Vassalli, dagli anni Sessanta si dedica all'insegnamento e alla ricerca artistica . - [Clorinda chiede ad Aladino di liberare Olindo e Sofronia](https://orsiniartelibri.it/opere/clorinda-chiede-ad-aladino-di-liberare-olindo-e-sofronia-francesco-somaini/): Lo scultore ticinese Francesco Somaini si trasferì a Milano molto giovane e fu allievo di Camillo Pacetti all’Accademia di Brera, di cui poi divenne insegnante (dal 1839) e membro, e fu protagonista nei cantieri di alcune delle più importanti imprese della Milano del secondo Neoclassicismo. - [Giudizio di Paride, 1795-1800 ca](https://orsiniartelibri.it/opere/giudizio-di-paride-giuseppe-santi/) - [Erma di Vincenzo Monti, 1833 ca](https://orsiniartelibri.it/opere/erma-di-vincenzo-monti-abbondio-sangiorgio/): Nel 1833 fu eretto nel loggiato superiore del Palazzo di Brera un monumento alla memoria di Vincenzo Monti. Il pittore Pelagio Palagi, vero designer ante litteram, si occupò del progetto, mentre ad Abbondio Sangiorgio fu affidato il compito di eseguire la parte figurata, che comprendeva un bassorilievo rappresentante la Poesia dolente e il ritratto in bronzo del poeta. Purtroppo di questo monumento non vi è più traccia, essendo stato molto probabilmente sacrificato in una delle numerose ristrutturazioni che negli anni hanno interessato il palazzo braidense. Non avendo più la possibilità di ammirarlo, riusciamo almeno ad immaginarlo grazie alla descrizione che ne fa Ignazio Fumagalli, il quale, a proposito del ritratto del Monti, scrive: “... in mezzo a due maschere sceniche s’innalza l’effigie, più grande del vero, in forma d’erma dell’altissimo poeta; il di lui solo nome a caratteri rilevati si legge nella base, la qual cosa ci pare convenientissima od insieme dignitosa, giacché il solo nome di Monti basta per rammentare la sua gloria più di quanto sarebbesi potuto accennarla col mezzo dell’epigrafia”. - [Erma di Antonio Canova, 1833 ca](https://orsiniartelibri.it/opere/erma-di-antonio-canova-abbondio-sangiorgio/) - [Ritratto di Giuseppe Bezzuoli adolescente, 1840-1850](https://orsiniartelibri.it/opere/ritratto-di-giuseppe-bezzuoli-adolescente-luigi-sabatelli/): Si tratta della prima immagine nota di Bezzuoli, ritratto da Luigi Sabatelli. Un commovente omaggio del maestro all’allievo, ancora adolescente, del quale però Sabatelli aveva già individuato il talento e lo aveva subito incoraggiato a perseverare negli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze.Qualcosa di più di un incoraggiamento suona infatti la scritta, vergata con lo stesso inchiostro con cui sono stati delineati i tratti del volto, posta ad epigrafe dell’immagine. Qui il giovane studente, già insignito dal lungimirante Sabatelli della qualifica di “Pittore” con P maiuscola, è chiamato “Bazzuoli” ma non si tratta di un refuso. Perché in realtà il padre dell’artista si chiamava Luigi Bazzuoli ed era un decoratore prospettico e fiorista. Solo dal 1822 Giuseppe cominciò a firmarsi “Bezzuoli”, perché si riteneva discendente di un’antica famiglia di questo nome. Questo foglio, insieme a un altro ritratto che Sabatelli fece a Bezzuoli, faceva inizialmente parte del Taccuino dei “Ritratti in disegno”, un prezioso album che rimase di proprietà degli eredi del pittore per oltre cento anni dopo la sua morte e venne rimaneggiato a più riprese. Oggi il taccuino è conservato nelle collezioni di grafica degli Uffizi. - [Ritratto di Antonio Canova, 1805](https://orsiniartelibri.it/opere/ritratto-di-antonio-canova-luigi-sabatelli/): Nel novembre del 1805, di ritorno da Vienna dove aveva completato il Monumento funebre a Maria Cristina d’Austria all’interno della Chiesa degli Agostiniani, Antonio Canova passò per Firenze per incontrare la regina Maria Luisa di Borbone che gli avrebbe affidato in via definitiva l’esecuzione della Venere Italica da destinare alla Tribuna degli Uffizi. - [Olimpia abbandonata da Bireno, 1794 ca](https://orsiniartelibri.it/opere/olimpia-abbandonata-da-bireno-luigi-sabatelli/): Questo magnifico disegno, uno dei risultati più alti nella produzione grafica di Luigi Sabatelli, finora identificato ed esposto con il titolo errato di Armida abbandonata, rappresenta in realtà un altrettanto straziante e celebre abbandono, non dell’eroina tassesca, ma di Olimpia, tra le protagoniste dell‘Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Il foglio fa infatti parte della celebre serie dei quattordici disegni a penna di grande formato segnalati nell’Elenco delle opere del cav. Luigi Sabatelli, inserito nei Cenni biografici del pittore fiorentino raccolti e pubblicati nel 1900 dal figlio Gaetano, come facenti parte della collezione del marchese Gino Capponi (Firenze 1792 – 1876), prestigiosa figura di storico e patriota, mecenate di Sabatelli come il padre Pier Roberto (Firenze 1752 – 1839), figura fondamentale nella formazione e nell’incoraggiamento del giovane artista di cui era stato il primo a riconoscere il talento. - [Dante e Farinata](https://orsiniartelibri.it/opere/dante-e-farinata-luigi-sabatelli/): Questo importante foglio, uno dei capisaldi dell’iconografia dantesca, che ha goduto di una recente fortuna espositiva, fa parte della magnifica serie dei quattordici disegni a penna di grande formato segnalati nell’ Elenco delle opere del cav. Prof. Luigi Sabatelli, inserito nei Cenni biografici del pittore fiorentino raccolti e pubblicati nel 1900 dal figlio Gaetano, come facenti parte della collezione del marchese Gino Capponi (Firenze 1792 -1876), prestigiosa figura di storico e patriota, mecenate del Sabatelli come il padre Pier Roberto (Firenze 1752 – 1839), figura fondamentale nella formazione e nell’incoraggiamento del giovane artista di cui era stato il primo a riconoscere il talento. - [Ritratto maschile](https://orsiniartelibri.it/opere/ritratto-maschile-zaccaria-rossi/): Grazie all’iscrizione presente sul retro della tela (“(…) da Zaccaria / in Marzo 1777 Milano”) siamo riusciti a identificare il misterioso autore di questo ritratto di indubbia qualità. Il suo nome è emerso consultando il romanzo “Cento Anni” di Giuseppe Rovani, ambientato a Milano tra il 1750 e il 1850. Il testo, oltre a essere un capolavoro letterario, contiene notizie importanti sull’arte e gli artisti che hanno operato in città durante quei cento anni. In particolare, a pagina 116 tra i pittori che frequentavano lo studio di Francesco Londonio è citato proprio Zaccaria Rossi, “nomi la maggior parte di pittori ignoti a tutti (…) – scrive Rovani qualche riga più sotto - e che non sono registrati in nessuna storia dell’arte; e de’ quali taluno forse sarebbe celebre se fosse nato a Bologna, a Venezia, a Firenze; tanto questa nostra città in talune cose è trascuratissima …”. Oggi come allora, la figura di Zaccaria Rossi, come di tanti altri suoi colleghi, continua ad essere avvolta nel mistero. - [Venere e Amore](https://orsiniartelibri.it/opere/venere-e-amore/) - [Capriccio architettonico con antichi monumenti (Scenografia)](https://orsiniartelibri.it/opere/capriccio-architettonico-con-antichi-monumenti-scenografia/): Questo grande foglio riveste un carattere di unicità, per la sua alta qualità esecutiva e la singolarità iconografica, nell’ ambito della vasta produzione grafica del grande architetto Giacomo Quarenghi. Di provenienza illustre, come attesta la scritta in basso a sinistra che rimanda ai Carrara celebre famiglia di collezionisti bergamaschi, era stato pubblicato nel 1984, con riferimento alla raccolta Bartsch nel fondamentale catalogo dedicato a Quarenghi nella serie dei “Monumenta Bergomensia”. - [Ritratto di Pietro Antonio Novelli](https://orsiniartelibri.it/opere/ritratto-novelli-domenico-pellegrini/): L’esecuzione del ritratto si potrebbe far coincidere con il rientro a Venezia di Pellegrini, allora impegnato in Inghilterra, nel 1795. L’artista tornò in Laguna con lo scopo di documentare, con un ritratto ufficiale, a figura intera, il solenne ingresso nella magistratura marciana di Alvise Pisani, conosciuto proprio durante la prima parte del soggiorno londinese. Durante l’anno di permanenza nella Serenissima, Pellegrini licenziò anche la pala con S. Severo designato vescovo di Ravenna dallo Spirito Santo per il duomo di Castelfranco Veneto, un’Aurora per la villa bassanese di Abbondio Rezzonico, e molto probabilmente il ritratto qui descritto, che immortala l’anziano collega con pennellate rapide e vibranti, lasciando compiuto soltanto il volto, in una prova pittorica, per stile e cromie, memore della lezione dei grandi maestri inglesi contemporanei. - [La Nobiltà](https://orsiniartelibri.it/opere/la-nobilta-lorenzo-pasinelli/) - [Adorazione dei pastori, 1753 ca](https://orsiniartelibri.it/opere/adorazione-dei-pastori-pietro-paolini/) - [Coppia di candelieri, ultimo decennio del XVIII secolo](https://orsiniartelibri.it/opere/coppia-di-candelieri-xviii-secolo-odoardo-panini/): I due candelieri presentano, nella loro articolata forma architettonica, inequivocabili analogie con una serie di esemplari affini (fig. 1) realizzati dall’intagliatore parmense Odoardo Panini per l’altare della chiesa parmense di Santa Maria della Steccata. Il 24 luglio del 1797 infatti fu stipulato un contratto tra i responsabili dell’Ordine Costantiniano – che dal 1718 ha la sua sede presso la basilica – e il Panini per l’esecuzione di ben dodici candelieri, una croce e sei vasi per l’altare maggiore dopo che gli originari arredi d’argento erano stati tolti per pagare il tributo richiesto da Napoleone. Il modello di questo nuovo insieme fu fornito da Panini stesso insieme all’intagliatore Antonio Salvini che però si ritirò quasi subito dall’impresa poi portata avanti dal solo Panini, che si impegnò a fornire altri quattordici candelieri dei quali sei senza ricevere alcun compenso. - [Ila rapito dalle ninfe](https://orsiniartelibri.it/opere/ila-rapito-dalle-ninfe/): "Mi pare che dopo la solenne pubblicazione dello Sposalizio di Amore e Psiche (approdato ai fasti dell’Art Institute di Detroit) da parte di K. Lankheit, uno storico al quale, se fosse stato meglio recepito, il Palagi dovrebbe molto, ed altre poche addizioni, anche mie, nessuna scoperta altrettanto importante sia avvenuta col corpus palagiano. Ma ora è la volta del suo dipinto con Ila e le ninfe, rammentato dall’autore medesimo nell’autobiografia e molto considerato nell’entourage romano coevo, come fa fede l’elogio di Giuseppe Tambroni. In effetti si tratta dell’opera pittorica esteticamente più bella della prima maturità del Palagi e problematicamente più complessa che fino ad oggi sia emersa. E non solo di lui, ma altresì forse di quell’intero e ancora in parte oscuro primo decennio dell’Ottocento in Italia, che essa viene così singolarmente a sigillare. E mi pare contribuisca in via definitiva a consolidare a un livello alto l’immagine del pittore bolognese. - [Ritratto di giovane donna di profilo](https://orsiniartelibri.it/opere/ritratto-di-giovane-donna-di-profilo-arturo-noci/): Rappresentante della Secessione Romana, considerata un movimento moderato contrapposto all’avanguardia radicale del Futurismo, Noci studiò e coltivò la tecnica del divisionismo (per le sue opere Enrico Prampolini coniò il termine di “divisionismo aristocratico”), di cui questo ritratto femminile rappresenta un fulgido esempio della produzione dei primi anni Venti, ed è di poco precedente alla sua partenza per New York, dove l’autore visse per circa trent’anni costruendosi una solida carriera di ritrattista della upper class. - [Ritratto di Tomaso Giuseppe Maria de Cristoforis con i figli Giuseppe e Vitaliano e il busto della moglie Maria Giuseppina Piantanida, 1831](https://orsiniartelibri.it/opere/pietro-narducci-ritratto-decristoforis/): Pietro Narducci presentò questo dipinto all’Esposizione annuale di Brera nel 1831, insieme ad altri sei ritratti. Negli Atti dell’Accademia di quell’anno è così descritto: “Ritratti a olio di una famiglia composta di un padre e due fanciulli contemplanti un busto femminile in marmo, per commissione del signor Don Tomaso De Cristoforis, eseguiti dal signor Pietro Narducci” (Atti dell’I.R. Accademia…, Milano 1831, p. 62). - [Convoglio Reale](https://orsiniartelibri.it/opere/gabriele-capello-convoglio-reale/): La ferrovia Torino-Genova sarebbe stata la prima linea ferroviaria piemontese. Il progetto fu affidato all’ingegnere belga Henry Maus che dal 1848 al 1854 riuscì a realizzarlo superando difficoltà tecniche enormi causate soprattutto dal tracciato che attraversava colline e montagne lungo tutto il percorso. - [Autoritratto con ritratto femminile](https://orsiniartelibri.it/opere/autoritratto-con-ritratto-femminile/): Il dipinto rientra nella rara e interessante tipologia del “ritratto nel ritratto” e ricorda per la composizione una delle opere più celebri di Giuseppe Tominz, che raffigura l’amico Giuseppe Gratteri nell’atto di presentare il ritratto della moglie Caterina Zilli, eseguito alla fine del secondo decennio dell’Ottocento e conservato al Museo Revoltella di Trieste. - [Torquato Tasso medita la figura della bellezza (Armida)](https://orsiniartelibri.it/opere/torquato-tasso-medita-la-figura-della-bellezza-armida-tommaso-minardi/): Minardi immagina il poeta assorto nei suoi pensieri alla luce del tramonto, e vicino a lui, con evidente intento simbolico, la lira, il serto d’alloro la tromba della Fama e il rotolo di pergamena. La Bellezza, lievemente arretrata, appare improvvisa, a piedi nudi, con la veste scompigliata dal vento; sullo sfondo si scorgono le vestigia di una città. - [Dioniso](https://orsiniartelibri.it/opere/dioniso-giovanni-de-min/): Questo disegno si può ricondurre al periodo (1809-1817) in cui Giovanni De Min, insieme a Francesco Hayez, soggiornò a Roma dove era stato inviato dal segretario dell’Accademia di Venezia Leopoldo Cicognara, per perfezionarsi nell’arte della pittura. Nella Città Eterna De Min era solito frequentare l’atelier di Antonio Canova, che apprezzò subito il talento del giovane bellunese e ne divenne il protettore. - [Ritratto del conte Alberto Litta Visconti Arese, 1796](https://orsiniartelibri.it/opere/ritratto-del-conte-alberto-litta-visconti-arese-teodoro-matteini/) - [Nove disegni preparatori per la raccolta di incisioni intitolata “La Pronea del Commendatore Melchiorre Cesarotti, composta, delineata, ed incisa da Teodoro Matteini”](https://orsiniartelibri.it/opere/nove-disegni-preparatori-per-la-raccolta-di-incisioni-intitolata-la-pronea-del-commendatore-melchiorre-cesarotti-composta-delineata-ed-incisa-da-teodoro-matteini/): Il corpus di disegni qui descritto, oltre a rappresentare una significativa aggiunta alla produzione grafica di Teodoro Matteini, assume un ulteriore particolare interesse perché legato all’esordio nella pratica incisoria da parte dell’artista che qui si cimenta nella traduzione in immagini dei versi più significativi de “La Pronea”, il poema encomiastico che Melchiorre Cesarotti dedicò a Napoleone e alla sua epopea. - [Orologio da tavolo, 1811 ca](https://orsiniartelibri.it/opere/orologio-da-tavolo-gaetano-durelli-luigi-manfredini/) - [Ritratto di Tommaso Minardi, 1821](https://orsiniartelibri.it/opere/ritratto-di-tommaso-minardi-gaspare-landi/) - [La strada del passo del Sempione presso la galleria di Gondo, 1819](https://orsiniartelibri.it/opere/la-strada-del-passo-del-sempione-presso-la-galleria-di-gondo-franz-jaschke/): Franz Jashke era un pittore vedutista austriaco e fu "pittore da camera" degli Arciduchi Ludovico e Ranieri d'Asburgo-Lorena. Quando Ranieri divenne Viceré del Regno Lombardo-Veneto lo seguì a Milano e lo accompagnò per buona parte della sua reggenza (1818-1848) con il compito di trasferire su tela i paesaggi più suggestivi che incontrava durante i viaggi di rappresentanza - [La strada del passo del Sempione con il Fletschhorn sullo sfondo](https://orsiniartelibri.it/opere/la-strada-del-passo-del-sempione-con-il-fletschhoorn-sullo-sfondo-franz-jaschke/): Franz Jaschke era un pittore vedutista austriaco e fu “pittore da camera” degli Arciduchi Ludovico e Ranieri d’Asburgo-Lorena. Quando Ranieri divenne Viceré del Regno Lombardo-Veneto lo seguì a Milano e lo accompagnò per buona parte della sua reggenza (1818-1848) con il compito di trasferire su tela i paesaggi più suggestivi che incontrava durante i viaggi di rappresentanza. - [Ritratto di Aleardo Aleardi, 1850](https://orsiniartelibri.it/opere/ritratto-di-aleardo-aleardi-domenico-induno/) - [Composizione realizzata da un amatore alla fine del XIX secolo contenente un piccolo autoritratto e 7 carte de visite raffiguranti il pittore in varie pose](https://orsiniartelibri.it/opere/composizione-amatore-xix-secolo-piccolo-autoritratto-carte-francesco-hayez/): Il piccolo autoritratto rientra nella serie di fogli che l’artista veneziano eseguì per un uso privato durante gli ultimi anni della sua vita. Questa prova, particolarmente riuscita, è da porre in stretta correlazione con il suo ultimo autoritratto ad olio, quello realizzato all’età di novant’anni nel 1881 e conservato alla GAM di Milano. Le due opere sono quasi indistinguibili al confronto, se non, ovviamente, per tecnica e dimensioni, e per un’espressione più accigliata con cui l’artista ha voluto rappresentarsi nel disegno. - [Ritratto di Tommaso Minardi con il teschio, 1827](https://orsiniartelibri.it/opere/ritratto-di-tommaso-minardi-con-il-teschio-antonio-gualdi/): Quel giovane “sentimentale e dolente alla deriva sul suo materasso” come lo descrive Anna Ottani Cavina nel celeberrimo Autoritratto (Firenze, Gallerie degli Uffizi), trascorsi quasi quindici anni, è diventato un artista affermato e affida all’allievo e conterraneo Antonio Gualdi il compito, arduo ma magistralmente assolto con le necessarie indicazioni dello stesso Minardi, di aggiornare la sua immagine di “saturnino intellettuale romantico” (Leone 2009), abbandonando idealmente la sofferta ma rassicurante retroguardia rappresentata dal suo giaciglio di fortuna ricavato nella stanzetta di Palazzo Corea per affrontare lo sguardo del mondo con una rinnovata consapevolezza. ## cataloghi - [Catalogo Orsini 2007](https://orsiniartelibri.it/catalogo/catalogo-orsini-2007/) - [Catalogo Arte e Libri](https://orsiniartelibri.it/catalogo/catalogo-arte-libri/) - [Mostra Internazionale del Libro Antico e di Pregio](https://orsiniartelibri.it/catalogo/mostra-internazionale-del-libro-antico-e-di-pregio/) - [Edizioni Bodoniane e Libri Rari](https://orsiniartelibri.it/catalogo/edizioni-bodoniane-e-libri-rari/) - [Arturo Martini – La Lupa](https://orsiniartelibri.it/catalogo/arturo-martini-la-lupa/) - [Catalogo Arte – Febbraio 2018](https://orsiniartelibri.it/catalogo/catalogo-arte-febbraio-2018/) - [Catalogo Libri – Febbraio 2018](https://orsiniartelibri.it/catalogo/catalogo-libri-febbraio-2018/) - [Catalogo Arte – Ottobre 2018](https://orsiniartelibri.it/catalogo/catalogo-arte-ottobre-2018/) - [Catalogo Libri – Ottobre 2018](https://orsiniartelibri.it/catalogo/catalogo-libri-ottobre-2018/) - [Catalogo Libri – Dicembre 2018](https://orsiniartelibri.it/catalogo/catalogo-libri-dicembre-2018/) - [Catalogo Tempo di Libri](https://orsiniartelibri.it/catalogo/catalogo-tempo-di-libri/) - [Catalogo Mai In Linea](https://orsiniartelibri.it/catalogo/catalogo-mai-in-linea/) - [Catalogo Salone Cultura 2019](https://orsiniartelibri.it/catalogo/catalogo-salone-cultura-2019/) - [Canova e Thorvaldsen](https://orsiniartelibri.it/catalogo/canova-e-thorvaldsen/) - [Catalogo Mostra del Libro 2024](https://orsiniartelibri.it/catalogo/catalogo-mostra-del-libro-2024/) - [Il Risorgimento Italiano](https://orsiniartelibri.it/catalogo/il-risorgimento-italiano/) - [Catalogo MABF 2023](https://orsiniartelibri.it/catalogo/catalogo-mabf-2023/) - [La raccolta di “zolfi” del XVIII e XIX secolo](https://orsiniartelibri.it/catalogo/la-raccolta-di-zolfi-del-xviii-e-xix-secolo/) - [Catalogo Bezzuoli](https://orsiniartelibri.it/catalogo/catalogo-bezzuoli/) - [Catalogo Ritratti](https://orsiniartelibri.it/catalogo/catalogo-ritratti/)