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Opere
Felice Giani
Scena del Diluvio, 1790-1800Olio su tela25 x 29 cmAll’interno della vasta produzione gianesca è molto raro imbattersi in un dipinto ad olio su tela, tecnica che il pittore centellinò ed esercitò quasi sempre in esemplari di piccole dimensioni,...All’interno della vasta produzione gianesca è molto raro imbattersi in un dipinto ad olio su tela, tecnica che il pittore centellinò ed esercitò quasi sempre in esemplari di piccole dimensioni, come il nostro, raffigurante una scena del diluvio tratta dalle Metamorfosi di Ovidio (I, 253-434), opera che per Giani rappresentò una importante e costante fonte di ispirazione.
Lo stile peculiare, libero e “di gesto”, dell’artista alessandrino, accompagnato dalla sua celebre fervida immaginazione, traduce perfettamente in immagini il ritmo degli esametri ovidiani, che accelera e rallenta, ricalcando quasi il moto ondoso, la pioggia e il vento che infieriscono sugli uomini, colpevoli secondo Giove di vivere nell’empietà e per questo motivo destinati all’estinzione.
Un fascio di luce fa risaltare la possente struttura michelangiolesca del corpo riverso in primo piano, sorretto da una figura che nel volto esprime il terrore e l’incredulità per il tremendo castigo inferto alla umana stirpe. Proprio l’uso particolare della luce, teatrale e drammatico, e “le forzature espressive del pennello”, trovano analogie stilistiche con altri dipinti di Giani risalenti all’ultimo decennio del XVIII secolo, come il Compianto sul Cristo morto di collezione privata veneziana o la Sacra Famiglia e due angeli già in collezione Pico Cellini, Roma.
Come ha notato la Professoressa Anna Ottani Cavina che, dopo aver considerato l’opera de visu, ha confermato l’attribuzione a Giani, questo dipinto suscita un interesse particolare perché svela un versante insolito della produzione dell’artista, intriso di suggestioni preromantiche e atmosfere tenebrose, poco noto al pubblico abituato ai grandi cicli di affreschi dalle cromie sfavillanti, riconducibile alle frequentazioni romane del pittore con gli artisti nordici nel solco di quell’irripetibile esperienza cosmopolita che fu l’Accademia de’ Pensieri in Palazzo Corea.
Provenance
Firenze, collezione privata.
MOSTRE
L’officina neoclassica. Dall’Accademia de’ Pensieri all’Accademia d’Italia. Faenza, Palazzo Milzetti, 15 marzo – 21 giugno 2009.
Pubblicazioni
F. Leone, L’officina neoclassica. Dall’Accademia de’ Pensieri all’Accademia d’Italia, catalogo della mostra, Cinisello Balsamo 2009, pp. 122, 135 (fig.)1di 15
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