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Opere
Carlo Spiridione Mariotti
Autoritratto, 1755 caOlio su tela64x46 cmIscrizione sul verso della tela: "Carlo Mariotti"Di questo intrigante dipinto conosciamo il soggetto e l’autore in un tutt’uno stante la scritta al verso della tela, originale, che declina un nome, <Carlo Mariotti>, che è in coerenza...Di questo intrigante dipinto conosciamo il soggetto e l’autore in un tutt’uno stante la scritta al verso della tela, originale, che declina un nome, <Carlo Mariotti>, che è in coerenza con il volto del ritrattato e lo stile del medesimo artista.
Di Carlo Spiridione Mariotti è certa infatti l’effigie, grazie al ritrovamento di un autoritratto che lo rappresenta più maturo, forse cinquantenne, di collezione privata. Il ritratto è stato presentato da Francesco Grisolia in occasione del convegno tenutosi a Spoleto lo scorso ottobre [1], organizzato dalla Fondazione Marignoli di Montecorona, durante il quale lo studioso, del quale è nota l’ ampia conoscenza dell’artista, ha presentato un taccuino di disegni di proprietà della Fondazione, facendo precedere l’esame dei disegni dell’album in questione dalla riproduzione di un Autoritratto, appunto, del Mariotti.
Assolutamente simili nei due dipinti i caratteri del volto del personaggio ritratto, stessa la forma del mento, l’incavo delle guance ai lati del naso pronunciato - una caratteristica evidente anche nell’Autoritratto in disegno della collezione G. Marini [2], reso noto da Elisa Debenedetti -, il taglio degli occhi dalle palpebre pesanti, le sopracciglia marcate, la fronte spaziosa, i folti capelli: fatta salva la differenza d’età, è facile riconoscere nel dipinto in questione l’artista perugino che si raffigura pensoso, lo sguardo rivolto oltre il riguardante, cui invece si rivolge con espressione serena il Mariotti del successivo autoritratto.
In quest’opera giovanile Carlo si effigia nelle vesti, le più consone al suo talento, di disegnatore, rese evidenti dalla presenza della cartella dei fogli sotto braccio e il matitatoio tra le dita, con il lapis appuntito; all’epoca cui si può fare risalire il dipinto, gli anni cinquanta del Settecento stante l’età dichiarata, il Mariotti era artista ormai affermato proprio per il suo talento grafico, un talento del quale ha dato prova in migliaia di schizzi e disegni, molti dei quali custoditi in collezioni pubbliche.
Lo stile dell’Autoritratto è dichiaratamente debitore alla fascinazione per la cultura pittorica francese, che caratterizzò il suo percorso e lo portò ad avvicinare più artisti attivi presso l’Accademia di Francia, allorché di trasferì a Roma: gli furono maestri infatti Subleyras, De Troy, Natoire, Blanchet, i cui insegnamenti seguirono quelli che in Umbria aveva ricevuto da pittori locali, Boccanera e Garbi, ma soprattutto da Benefial con il quale collaborò alla decorazione del duomo di Perugia, la città presso la quale volle e diresse l’Accademia d’Arte, affermandosi come uno dei più colti pittori locali.
Disegnatore, si diceva, assai più che prolifico: lo attestano i 2545 fogli di sua mano, raccolti in settanta taccuini, che sono presso il Consiglio Regionale dell’Umbria [3], i molti disegni custoditi presso l’Accademia di Perugia, quelli che si conservano presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma in numero di 155, dono di Benedetto Guglielmi di Vulci [4], il taccuino Marignoli da Montecorona e i notevolissimi schizzi a penna e a lapis di proprietà Marini, un corpus grafico straripante che comprende anche incisioni e opere acquerellate.
Assai minore l’impegno in qualità di pittore, che vede attivo negli anni ottanta accanto a Leopardi, Carattoli, Appiani nella decorazione a tempera su muro a Città della Pieve, per volte e lunette nel Duomo raffiguranti patriarchi e personaggi del Vecchio Testamento; nell’esecuzione di alcune pale d’altare tra le quali nel 1768 due tele con episodi della vita di san Lorenzo per il Duomo di Perugia, San Lorenzo battezza in carcere e San Lorenzo accompagna san Sisto al martirio, i cui bozzetti, firmati e datati 1766 al verso [5], sono di recente comparsi sul mercato antiquario e forse meglio dei dipinti di grande dimensione aiutano a comprendere il carattere della pittura del Mariotti, di stile accademico e di fantasia modesta.
La sua versatilità è dunque riversata nelle moltissime rappresentazioni di vita quotidiana, squisite immagini di verità affabile, le più apprezzabili e interessanti; nelle riproduzioni dall’antico o delle opere dei suoi maestri ed anche in alcune stregonerie, assai affascinanti e in accordo con il gusto per l’orrifico di fine secolo: tuttavia questo ritratto, unitamente a quello citato sopra e ai pochi altri comparsi sul mercato antiquariale, attesta della sua verve in tale genere, che mutua, come si è detto, dai modelli più aulici, di Blanchet, di Natoire, stile e sentimento, in una allure che quasi sfiora l’alterigia a evidenziare il valore della professione attraverso la presenza degli strumenti di lavoro. Non ancora celebre ma pienamente consapevole della qualità della sua grafica e della peculiarità, ricercatissima, dei soggetti, il Mariotti offre di sé un’immagine che si è portati a leggere come il manifesto di un’affermazione in corso, di una sfida al futuro, presentandosi secondo il canone antico del ritratto in tre quarti reso con una pittura di spessore e colori vibranti, memore appunto di tanti modelli d’oltralpe.
Donatella Biagi Maino
[1] Il convegno, dal titolo Compte-rendu di tre mostre, si è tenuto a Spoleto, Palazzo Collicola, organizzato dalla Fondazione Marignoli di Montecorona, in data 15-16 ottobre 2022; è possibile accedere alle relazioni dal sito youtube della Fondazione.
[2] E. Debenedetti, Cesare Spiridione Mariotti: i controsensi di un ribelle in ambiente franco-romano, in Benedetto XIV e le arti del disegno, atti del convegno internazionale di studi (Bologna 28-30 novembre 1994), a cura di D. Biagi Maino, Edizioni Quasar 1998, pp. 59-86. A quel testo si rimanda per la bibliografia, scarna, sul Mariotti, che fu biografato all’aprirsi dell’Ottocento da
[3] Il Consiglio regionale dell’Umbria ha provveduto, nel 2014, al restauro dei 70 taccuini, e a metterli in rete: cfr. http://collezionemariotti.crumbria.it/eGPerugia/main.htm
[4] Vedi Disegni di Mariotti offerti in dono alla galleria nazionale d’Arte Antica, in “Bollettino d’Arte, XXXII, 1938, pp. 78-80 (a sigla P.R.).
[5] I due dipinti sono apparsi all’asta del 4 aprile 2012 della casa d’aste 5 di Firenze, l n. 123 del catalogo.
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