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Opere
Francesco Monti
Studio di nudo maschile , 1740 circaCarboncino e gessetto bianco su carta preparata grigia440 x 290 mmFrancesco Monti, detto il Bolognese per distinguerlo dall’omonimo pittore di battaglie di stanza a Brescia, è ricordato come grande esecutore di affreschi, ma oggi è apprezzato soprattutto come disegnatore di...Francesco Monti, detto il Bolognese per distinguerlo dall’omonimo pittore di battaglie di stanza a Brescia, è ricordato come grande esecutore di affreschi, ma oggi è apprezzato soprattutto come disegnatore di grande talento.
All’inizio della sua carriera fu fortemente influenzato dall’arte veneziana grazie al suo primo maestro, il modenese Sigismondo Caula, che si era formato nella città lagunare, e successivamente, durante l’alunnato presso Giovan Gioseffo Dal Sole, si concentrò sullo studio dal vero della figura umana sulla scia della grande tradizione accademica bolognese, inaugurata dai Carracci alla fine del XVI secolo. Alla fine degli anni Venti del XVIII secolo si trasferì a Venezia dove collaborò in qualità di frescante con i più grandi artisti locali, come Donato Creti, Sebastiano e Marco Ricci, Giambattista Pittoni e Piazzetta. Tornò poi a Bologna e intorno al 1735 raggiunse Brescia e si stabilì in Lombardia dove eseguì affreschi su larga scala tra Brescia, appunto, Cremona e Bergamo.
La sua attività di disegnatore proseguì parallelamente a quella di frescante. Il foglio qui presentato può essere considerato un esempio di alta qualità dell’interesse di Monti per l’osservazione della figura umana, tipica, come detto, della tradizione accademica bolognese, unita a una distintiva leggerezza di tocco che produce una rara combinazione di eleganza e spontaneità.
Monti rivela un particolare interesse per gli effetti di luci e ombre sulla muscolatura del corpo maschile. Per migliorare questi effetti utilizza sovente, come in questo caso, una carta vergata accuratamente preparata sul recto con ampie pennellate in acquerello affinché risaltino i tratti a carboncino e gessetto bianco. Questo approccio eminentemente pittorico accentua la tridimensionalità della figura isolando il soggetto dallo sfondo.
Literature
U. Ruggeri, Francesco Monti bolognese (1685-1768). Studio dell'opera pittorica e grafica, Bergamo, 1968, nn. 357-58, 365-66, 372-74, 406, pl. 285-86, 291-95, 304.
2 Ibid., cat. nn. 124-28, pl. 108-112; e idem, «Francesco Monti bolognese a Brescia», in Critica d'arte, 16, 1969, n. 108, pp. 50-51, fig. 22.
3 U. Ruggeri, 'Francesco Monti “falso veneziano”,' in Nicola Grassi e il Rococò europeo (atti del convegno, Comunità Montana della Carnia, 1982), Udine, 1984, pp. 239-53.
4 G. Zanotti, Storia dell'Accademia Clementina, Bologna, 1739, I, pp. 67-68, 71.
5 F. Haskell, Mecenati e pittori, Firenze 1963, pp. 439-40.
6 M. Cazort e C. Johnston, Bolognese Drawings in North American Collections 1500-1800, catalogo della mostra, National Gallery of Canada, Ottawa, 1982, p. 134.
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