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Opere
Gaetano Benzoni
Ritratto di Isabella Londonio Baroggi, 1831Marmo, colonna in legno ebanizzato con base girevoleBusto, altezza 78 cm; colonna, altezza 111,5 cmFirmato e datato sul retro: GA BENZ 1831Further images
Il busto rappresenta Isabella Londonio (1808-1857), figlia di Carlo Giuseppe Londonio (1780-1845), letterato e funzionario pubblico che ricoprì diversi incarichi di prestigio a Milano, tra cui la presidenza dell’Accademia di...Il busto rappresenta Isabella Londonio (1808-1857), figlia di Carlo Giuseppe Londonio (1780-1845), letterato e funzionario pubblico che ricoprì diversi incarichi di prestigio a Milano, tra cui la presidenza dell’Accademia di Belle Arti e la direzione dei lavori per la costruzione dell’Arco della Pace dopo la morte di Luigi Cagnola (1762-1833).
La nobildonna è immortalata nel marmo poco più che ventenne ed è raffigurata con una capigliatura ricercata che segue il gusto dell’epoca e che negli anni trenta dell’Ottocento era molto in voga. Il suo capo è solo parzialmente coperto dal manto che elegantemente ricade sulla veste sottostante con pieghe profonde, decorato da un leggero e fine pizzo. L’opera si può considerare un vero ritratto, come si può notare dalla resa dei tratti fisionomici che connotano il volto di Isabella: la fronte ampia, il naso pronunciato, la marcata fossetta nel mento, la bocca piccola e le labbra sottili.
Di Isabella - che sposò nel 1830 il notaio e commerciante Aquilino Baroggi (1801-1874) - e della sorella Emilia resta vivo il ricordo nel poemetto di Vincenzo Monti “Feroniade”, nel quale il poeta rammenta le due giovani come “alme fanciulle” e “di Cernobbio le rose” Monti soleva infatti frequentare l’“amena Cernobbio” ospite nella residenza sul lago di Como di Carlo Giuseppe Londonio, di cui era intimo amico, alla ricerca dell’ispirazione per le sue liriche.
La famiglia Londonio fu proprietaria della villa dal 1804 al 1864, anno in cui Giulia Baroggi Meraviglia Mantegazza, figlia di Isabella e Aquilino, cedette l’immobile ai fratelli Carlo ed Enrico Besana (1813-1877). Dalle belle sale della palazzina, arredate con gusto e dotate, come ricordava negli anni Sessanta del Novecento Giacomo Bescapé, di opere d’arte, proviene il busto di Isabella Londonio Baroggi.
L’iscrizione sul retro permette di restituire l’opera allo scalpello dello scultore milanese Gaetano Benzoni (1811-1871), personalità oggi pressoché ignota anche alla letteratura specialistica, ma di interesse notevole.
Nato dal matrimonio tra Carlo Benzoni (1782-1850), indoratore di Milano, e Rosa Strada (1790-1831) Gaetano fu il primo figlio della coppia.Lo scultore è menzionato dal pittore e storiografo Antonio Caimi nel novero degli scultori di cui “il pubblico ebbe non poche occasioni di ammirare l’ingegno nelle pubbliche mostre annuali” e, infatti, dalla lettura dei cataloghi delle esposizioni di belle arti all’Accademia di Brera e della pubblicistica locale è possibile ricavare preziose informazioni sulla sua attività artistica. Benzoni fu strettamente legato all’istituto di Belle Arti, tanto che espose nelle sale del palazzo, tra il 1829 e il 1859, almeno 37 opere, molte delle quali rappresentano busti ritratto di membri della borghesia milanese e di accademici bresciani.
È verosimile pensare che l’artista avesse frequentato l’Accademia di Belle Arti nel corso degli anni venti dell’Ottocento e che sullo scadere del terzo decennio avesse raggiunto una certa maturità artistica, dato che nel 1832 lo scultore si recò a Roma per perfezionare i propri studi. In quell’occasione il console pontificio Luigi Alborghetti (1773-1835), lo raccomandò allo scultore Bertel Thorvaldsen (1770-1844), ma non sappiamo se il giovane fu poi accolto nel numero degli allievi dell’artista danese.
Evidente è però il legame con la città di Milano, nella quale Benzoni svolse l’intera carriera. Qui l’artista licenziò i molti lavori eseguiti per la committenza privata, di cui restano tracce nei resoconti delle esposizioni all’Accademia, e pubblica, destinati ai diversi cantieri cittadini: per l’Ospedale delle Fatebenesorelle, alla cui decorazione parteciparono anche Luigi Marchesi (1799-1874) e Stefano Girola (1795-1878 ca), Benzoni realizzò nel 1839 il bassorilevo con la scena rappresentante la Vestizione monacale, mentre negli anni cinquanta eseguì per la decorazione della facciata della chiesa di Santa Maria alla Porta, i modelli per alcune sculture poi eseguite da Gerolamo Argenti a Viggiù.
Dell’arte della plastica lo scultore dovette essere piuttosto esperto dato che nel 1872, a oltre dieci anni dalla morte, veniva ricordato insieme a Giuseppe Croff (1810-1869) come l’artista che “contribuì a far rinascere l’uso dei lavori artistici in terracotta”. Inoltre, della fortuna in vita di Gaetano Benzoni è testimone la sua partecipazione nel 1851 all’esposizione internazionale di Londra, per la quale inviò un camino in marmo decorato da otto figure di putti grandi al naturale.
Ne emerge il profilo di un artista che fu capace di contribuire al vivace clima artistico della Milano del tempo, all’epoca dominata dallo scultore Pompeo Marchesi. Proprio nella ritrattistica, Gaetano Benzoni seppe dare il meglio di sé. La qualità del busto di Isabella Londonio Baroggi, realizzato dallo scultore all’età di vent’anni, offre una testimonianza delle sue doti di artista e della sua capacità di immortalare i volti dell’alta borghesia e il raffinato gusto della società milanese del tempo.
Marco Fossati
Provenance
Villa Baroggi Meraviglia Mantegazza, Cernobbio (CO)3di 5
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