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Opere
(Accademia di San Luca)
Collezione completa di 32 annate (dal 1695 al 1792) della pubblicazione che illustra le feste tenute in Campidoglio durante il XVIII secolo in occasione della distribuzione dei premi dei Concorsi Clementiniin 4°, di 60-100 pagine contenuti in 8 vol. rilegati in mezza pelle della fine del XVIII secolo con fregi e titoli in oro al dorso e furono tutti stampati da famosi tipografi dell’epoca (Buagni, Cracas, Zenobi, Salvioni, De Rossi, Pagliarini, Casaletti). Dal 1704 ogni anno è arricchito da una o più incisioni di valenti artisti dell’epoca, tra cui Giuseppe Ghezzi, Giovan Girolamo Frezza, Alessio Giardoni, Francisco Preciado, Domenico Campiglia. Le due pagine apparentemente mancanti all’inizio del volume del 1739 sono un errore comune a tutti gli esemplari. A richiesta si fornisce elenco e collazione completa dei vari tomi.€ 7,800.00Further images
Dal 1702 con la creazione dei Concorsi Clementini, all’Accademia di S. Luca si decise di dare più regolarità alle competizioni fra gli iscritti di quanto non si fosse fatto in...Dal 1702 con la creazione dei Concorsi Clementini, all’Accademia di S. Luca si decise di dare più regolarità alle competizioni fra gli iscritti di quanto non si fosse fatto in precedenza e si decise anche di pubblicare le descrizioni delle feste celebrate per la distribuzione dei premi. I testi di queste pubblicazioni descrivono con dovizia di particolari l’eleganza di queste cerimonie, l’apparato scenografico inventato dagli architetti accademici (quasi sempre la grande sala del Campidoglio è ornata con arazzi prestati dai cardinali e dai nobili legati in vario modo alla vita dell’Accademia), si riportano nome, rango e qualità dei personaggi invitati, i nomi degli accademici con le loro cariche, i nomi dei giovani artisti premiati e i temi assegnati nelle varie prove. Di solito tutto questo è preceduto da un’orazione sulle Belle Arti recitata per lo più da accademici dell’Arcadia, pittori o alti prelati (Giuseppe Ghezzi, pittore e segretario dell’Accademia di San Luca, in Arcadia era Afidenio Badio, ecc.) e da un’ode. L’importanza di queste pubblicazioni è quindi duplice: oltre a raccontare e a far rivivere il fasto della Roma di quel periodo, contengono molte notizie sullo stato delle arti e sullo sviluppo delle teorie artistiche. L’utilizzazione incrociata tra questi materiali (discorsi-poemi, temi-soggetti delle opere, la partecipazione alle feste di determinati personaggi) consente di tracciare un quadro di riferimento sufficientemente esaustivo e articolato per definire le linee guida del gusto e quindi della committenza a Roma in quel periodo, una Roma che era sì capitale pontificia, e le fastose cerimonie organizzate per celebrare queste premiazioni costituivano un eccezionale strumento di propaganda per la politica del Pontefice, ma che voleva essere anche capitale delle arti in una dimensione europea (Roma era molto frequentata dagli artisti stranieri e molte erano le personalità straniere invitate alle feste). Pubblicazione della più grande rarità, nessuna biblioteca italiana possiede un insieme così completo. Esemplari molto ben conservati.
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