-
Opere
Gaudenzio Merula
Terentianus Dialogus Ultra Omnem Festivitatem Urbanissimus. Authore Gaudentio Merula Cive Novariensi. AD Nobilissimum Ioannem Baptistam Plotum iurisconsultum celeberrimum Et sanguine et moribus patricium Novariensem. (In fine) In Forolebetiorum typis comIn 8°; 48 cc.nn. Legatura coeva in pergamena molle.€ 8,500.00Gaudenzio Merula, umanista lombardo, introdusse la stampa a Borgolavezzaro, paese nei dintorni di Novara, prima che nella città piemontese fosse stampato il primo libro, le poesie del Caccia del 1552....Gaudenzio Merula, umanista lombardo, introdusse la stampa a Borgolavezzaro, paese nei dintorni di Novara, prima che nella città piemontese fosse stampato il primo libro, le poesie del Caccia del 1552. Pare che oltre al Terenziano avesse stampato qui anche un’altra sua opera, il “Memorabilium Liber” nel 1546. Ma dell’esistenza di questa edizione non si è sicuri perché nessun bibliografo ne ha visto una copia e nessun esemplare è presente nelle biblioteche italiane. Solo il Merula la ricorda in una lettera pubblicata nell’edizione dello stesso libro fatta a Torino nel 1551. La parte più affascinante e misteriosa è comunque quella riguardante il tipografo e la sua arte. Betaceus Tortelius è un personaggio sconosciuto a tutta la letteratura e bibliografia sulla stampa del XVI secolo. Il tentativo di una interpretazione etimologica del nome non ha avuto nessun esito. Quindi la spiegazione più probante è che fosse uno pseudonimo. Merula frequentava Milano dove aveva molte conoscenze e, probabilmente spinto dal desiderio di stampare una propria opera, si portò a Borgolavezzaro la mercanzia per poter impiantare una tipografia. Insieme alla mercanzia ci sarà stato sicuramente un tipografo ma c’era anche chi “typis committebat”, cioè il compositore di caratteri, il cosiddetto Tortelli. La convinzione che il Tortelli fosse milanese è supportata anche dalla qualità dei caratteri usati. Il Terenziano è stampato in buona parte utilizzando un bellissimo corsivo molto simile ad un corsivo che Antonio Blado cominciò ad usare alla fine degli anni trenta del Cinquecento a Roma, derivandolo da quello di Ludovico Arrighi e che si ritrova anche a Milano in due opere stampate nel 1541, oggi alla Trivulziana (“Trattato de l’intrar in Milano di Carlo V”, di Giovan Alberto Albicante stampato da Andrea Calvo, e “Gallorum Insubrum Antiquae Sedes”, di Bonaventura Castiglione stampato da Giovanni Antonio Castiglione, rispettivamente i numeri 9 e 122 del Catalogo delle Cinquecentine della Trivulziana). Quindi Betaceo Tortelli, per quanto si sia scelto uno pseudonimo un po’ ridicolo, era sicuramente un artigiano di gusto ed esperienza che sapeva usare caratteri d’avanguardia per l’epoca e soprattutto per il luogo dove si trovava ad operare. Bellissimo esemplare genuino di libro della più grande rarità. Solo 3 esemplari nelle biblioteche italiane.
Bersano Begey-Dondi 935.
7di 20
Iscriviti alla newsletter di Orsini arte e libri
* campi obbligatori
Tratteremo i dati personali che hai fornito in conformità con la nostra informativa sulla privacy (che trovi linkata nel footer). Puoi annullare l'iscrizione o modificare le tue preferenze in qualsiasi momento cliccando sul link presente nelle nostre email.