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Disegni

Nel periodo neoclassico il disegno viene per la prima volta concepito come opera indipendente rispetto alla pittura. Prima, infatti, era quasi esclusivamente usato per tracciare i primi pensieri, alcuni particolari o anche un’intera composizione in subordine all’esecuzione di un dipinto. Questa pratica naturalmente si mantiene, ma i disegni cominciano a venire collezionati da una nuova tipologia di amatori, indipendentemente da un loro rapporto con la pittura.

Alla fine del Settecento alcuni artisti cominciano ad affidare al disegno gran parte della loro fortuna professionale: Luigi Sabatelli, Felice Giani e Tommaso Minardi su tutti – percepiti già come disegnatori nella loro epoca – sono oggi apprezzati e collezionati per l’eccezionale qualità ed inventiva espressa dalle loro opere a matita, penna e acquerello.

Questa nuova pratica del disegno fu perfezionata durante febbrili sessioni all’interno delle accademie che nacquero soprattutto a Roma, come l’Accademia d’Italia e “l’irregolare” Accademia de’ Pensieri, dove gli artisti italiani lavoravano fianco a fianco con i talenti arrivati da tutta Europa, generando uno scambio proficuo di conoscenze e stili che determinò la fortuna del disegno neoclassico.

Quel bagaglio irripetibile di pratica comune e influenze cosmopolite venne poi trasferito a Milano da Giuseppe Bossi che, con la sua arte dotata di una straordinaria personalità, riuscì a trasporre su carta episodi di storia antica e tratti dalla letteratura con stile e inventiva impareggiabili.   

francesco monti studio nudo maschile

Chiudiamo questa carrellata sugli specialisti del disegno più rappresentativi dell’epoca neoclassica italiana con Andrea Appiani, famoso per essere stato designato da Napoleone come suo artista ufficiale dopo l’ingresso trionfale a Milano.

Frescante e ritrattista ineguagliabile, Appiani eccelse anche nella pratica del disegno, plasmando il suo personalissimo stile neoclassico, dove non si ravvisano tracce della severità davidiana d’Oltralpe ma piuttosto un recupero della tradizione pittorica lombarda e della “grazia” espressa da Correggio e Raffaello.

Francesco Hayez
Scena dal Guglielmo Tell
Andrea Appiani
Venere
Andrea Appiani
La riconoscenza muove incontro Napoleone a cavallo mentre la vittoria chiude la porta del tempio di Giano
Luigi Sabatelli
Dante e Farinata
Giacomo Quarenghi
Capriccio architettonico con antichi monumenti (Scenografia)
Francesco Hayez
Composizione realizzata da un amatore alla fine del XIX secolo contenente un piccolo autoritratto e 7 carte de visite raffiguranti il pittore in varie pose
Francesco Monti
Studio di nudo maschile
Francesco Monti
Studio di nudo maschile
ritratto-antonio-canova-artista-xix-secolo
Artista attivo nel primo decennio del XIX secolo
Ritratto di Antonio Canova
Jean-Baptiste Wicar
Ritratto di Claude-Louis Berthollet
Francesco Somaini
Clorinda chiede ad Aladino di liberare Olindo e Sofronia
Arturo Noci
Ritratto di giovane donna di profilo
Gabriele Capello, detto il Moncalvo
Convoglio Reale
Tommaso Minardi
Torquato Tasso medita la figura della bellezza (Armida)
Giovanni De Min
Dioniso
Teodoro Matteini
Nove disegni preparatori per la raccolta di incisioni intitolata “La Pronea del Commendatore Melchiorre Cesarotti, composta, delineata, ed incisa da Teodoro Matteini”
Fortunato Duranti
Ulisse in casa di Monsignor Della Casa
Edmund Dulac
Barbablù
Giuseppe Calegari
Carta topografica che raffigura le Alpi dal Lago Maggiore fino alla Savoia
Tommaso Bigatti
Decorazione neoclassica
Giacomo Pregliasco
Progetto per una imbarcazione alla “cinese”

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