Vai al contenuto principaleVai al footer

Francesco Hayez

(Venezia, 1791 – Milano, 1882)

Scena dal Guglielmo Tell

1857 circa
Penna, inchiostro bruno, biacca e acquerello su carta
214 x 303 mm
Iscrizione antica sul passepartout: “HAYEZ fece /GUGLIELMO TELL La Congiura”

Questo acquarello di Francesco Hayez raffigura il giuramento dei congiurati svizzeri, episodio tratto dal Guglielmo Tell di Friedrich Schiller (1804), noto anche attraverso la trasposizione musicale di Gioachino Rossini (1829). La scena, ambientata tra le vette alpine che incorniciano il gruppo dei protagonisti, si concentra sul momento culminante della congiura: gli uomini si stringono le mani e alzano le braccia in un gesto di alleanza, mentre al centro un personaggio di robusta corporatura, con le braccia spalancate, catalizza l’attenzione e incarna la tensione drammatica della narrazione. La resa cromatica, ottenuta attraverso l’uso calibrato dell’acquarello con toni bruni e grigi, sottolineati da tocchi di biacca, conferisce al foglio una qualità scenografica e teatrale, accentuando la solennità dell’atto collettivo.

Hayez si era già cimentato nella trasposizione dell’epopea di Guglielmo Tell nel 1844 in uno (Il barone Attinghausen, Gualtieri Tell e la madre) dei cinque disegni poi tradotti in incisione dall’artista milanese Caterina Piotti Pirola per l’edizione delle tragedie di Schiller tradotte da Andrea Maffei.

L’opera qui descritta si inserisce pienamente nella produzione di Hayez, pittore cardine del Romanticismo italiano, che spesso privilegiò soggetti storici e letterari capaci di veicolare significati politici e morali contemporanei. In questo caso, il giuramento dei congiurati assume una chiara valenza allegorica in rapporto al contesto del Risorgimento: la ribellione degli svizzeri al giogo asburgico diviene trasparente allusione alla condizione dell’Italia ottocentesca, anch’essa sottoposta alla dominazione straniera. Non si tratta dunque solo della rappresentazione di un episodio tratto da un dramma romantico, ma di una vera e propria trasposizione simbolica, nella quale l’eroismo collettivo e la forza dell’unione popolare vengono esaltati come valori imprescindibili per l’indipendenza nazionale.

Il legame con il melodramma rossiniano accentua ulteriormente il carattere politico e culturale del soggetto. Come l’opera musicale di Rossini, che attraverso i suoi cori e i suoi slanci eroici alimentava la sensibilità patriottica europea, così questo foglio di Hayez traduce in immagine la tensione epica e corale della ribellione, fondendo istanze estetiche e ideali civili. L’acquarello, pur nella sua natura di studio preparatorio o di esercizio grafico, testimonia la capacità dell’artista di innestare nel linguaggio figurativo un messaggio politico velato ma inequivocabile, rendendolo uno strumento raffinato di partecipazione al dibattito risorgimentale.

Questo foglio è da porre in stretta correlazione con un’altra opera di Hayez (firmata e datata 1857,  ex collezione Casati), eseguita sempre all’acquerello, di tematica e impostazione analoga: Il Giuramento del Ruetli, altro episodio iconico della storia svizzera, già illustrato da Johann Heinrich Fuessli nel suo celebre dipinto del 1780 conservato alla Kunsthaus di Zurigo.

Bibliografia

G. Nicodemi, Francesco Hayez, Milano 1962, p. 257; M.C. Gozzoli, F. Mazzocca (a cura di), Hayez, Milano 1983, pp. 346, 356.

Francesco Hayez

Scena dal Guglielmo Tell

1857 circa
Penna, inchiostro bruno, biacca e acquerello su carta
214 x 303 mm
Iscrizione antica sul passepartout: “HAYEZ fece /GUGLIELMO TELL La Congiura”

Questo acquarello di Francesco Hayez raffigura il giuramento dei congiurati svizzeri, episodio tratto dal Guglielmo Tell di Friedrich Schiller (1804), noto anche attraverso la trasposizione musicale di Gioachino Rossini (1829). La scena, ambientata tra le vette alpine che incorniciano il gruppo dei protagonisti, si concentra sul momento culminante della congiura: gli uomini si stringono le mani e alzano le braccia in un gesto di alleanza, mentre al centro un personaggio di robusta corporatura, con le braccia spalancate, catalizza l’attenzione e incarna la tensione drammatica della narrazione. La resa cromatica, ottenuta attraverso l’uso calibrato dell’acquarello con toni bruni e grigi, sottolineati da tocchi di biacca, conferisce al foglio una qualità scenografica e teatrale, accentuando la solennità dell’atto collettivo.

Hayez si era già cimentato nella trasposizione dell’epopea di Guglielmo Tell nel 1844 in uno (Il barone Attinghausen, Gualtieri Tell e la madre) dei cinque disegni poi tradotti in incisione dall’artista milanese Caterina Piotti Pirola per l’edizione delle tragedie di Schiller tradotte da Andrea Maffei.

L’opera qui descritta si inserisce pienamente nella produzione di Hayez, pittore cardine del Romanticismo italiano, che spesso privilegiò soggetti storici e letterari capaci di veicolare significati politici e morali contemporanei. In questo caso, il giuramento dei congiurati assume una chiara valenza allegorica in rapporto al contesto del Risorgimento: la ribellione degli svizzeri al giogo asburgico diviene trasparente allusione alla condizione dell’Italia ottocentesca, anch’essa sottoposta alla dominazione straniera. Non si tratta dunque solo della rappresentazione di un episodio tratto da un dramma romantico, ma di una vera e propria trasposizione simbolica, nella quale l’eroismo collettivo e la forza dell’unione popolare vengono esaltati come valori imprescindibili per l’indipendenza nazionale.

Il legame con il melodramma rossiniano accentua ulteriormente il carattere politico e culturale del soggetto. Come l’opera musicale di Rossini, che attraverso i suoi cori e i suoi slanci eroici alimentava la sensibilità patriottica europea, così questo foglio di Hayez traduce in immagine la tensione epica e corale della ribellione, fondendo istanze estetiche e ideali civili. L’acquarello, pur nella sua natura di studio preparatorio o di esercizio grafico, testimonia la capacità dell’artista di innestare nel linguaggio figurativo un messaggio politico velato ma inequivocabile, rendendolo uno strumento raffinato di partecipazione al dibattito risorgimentale.

Questo foglio è da porre in stretta correlazione con un’altra opera di Hayez (firmata e datata 1857,  ex collezione Casati), eseguita sempre all’acquerello, di tematica e impostazione analoga: Il Giuramento del Ruetli, altro episodio iconico della storia svizzera, già illustrato da Johann Heinrich Fuessli nel suo celebre dipinto del 1780 conservato alla Kunsthaus di Zurigo.

Bibliografia

G. Nicodemi, Francesco Hayez, Milano 1962, p. 257; M.C. Gozzoli, F. Mazzocca (a cura di), Hayez, Milano 1983, pp. 346, 356.