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Stampe d’arte e incisioni antiche

Tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento, l’incisione continua a essere uno dei principali strumenti di diffusione delle immagini, accompagnando da vicino la circolazione e la trasformazione del linguaggio figurativo.

Le stampe d’arte che riproducono le opere dei grandi maestri vengono chiamate incisioni di traduzione e, oltre a rendere accessibili queste invenzioni a un pubblico più ampio, permettono di seguire nel tempo la fortuna di alcuni dei protagonisti della stagione neoclassica. Non è raro, infatti, che opere di artisti come Giuseppe Bossi e Andrea Appiani vengano tradotte in lastra anche a distanza di anni, segno di una ricezione ancora viva e di un prestigio che continua a rinnovarsi.

Accanto a queste, si incontrano incisioni d’invenzione, in cui il segno inciso non si limita a trascrivere un modello preesistente, ma costruisce direttamente l’immagine, spesso attraverso una maggiore libertà interpretativa, già sensibile a quella diversa attenzione al racconto e all’espressione che caratterizzerà la cultura romantica. In questo contesto si colloca anche il contributo di Francesco Hayez, che tra i primi in Italia si misura con la litografia, riconoscendone le potenzialità in una fase ancora iniziale della sua diffusione e utilizzandola come mezzo capace di restituire, con immediatezza, il carattere narrativo delle sue composizioni.

Le incisioni qui presentate permettono così di avvicinarsi a un versante meno noto dell’attività di questi artisti – quello delle stampe antiche – ma fondamentale per comprendere la diffusione e la durata del loro linguaggio nel passaggio dalla cultura neoclassica alla sensibilità romantica.

Andrea Appiani (Milano, 1754 – 1817);
Paolo Caronni (Monza, 1779 – Milano 1842);
Vincenzo Raggio (Genova 1790 – Milano 1847)
Il Ratto d’Europa
Andrea Appiani (Milano, 1754 – 1817); Michele Bisi (Genova 1778 – Milano 1875)
Venere e Cupido
Giuseppe Bossi
Tavole anatomiche disegnate dal pittore Giuseppe Bossi ora per la prima volta pubblicate sotto la direzione del pittore Giuseppe Sogni e del pittore Giovanni Servi.
Teodoro Matteini
Nove disegni preparatori per la raccolta di incisioni intitolata “La Pronea del Commendatore Melchiorre Cesarotti, composta, delineata, ed incisa da Teodoro Matteini”
Francesco Caucig
(Gorizia 1755 – Vienna 1828)
Gaetano Zancon
(Bassano, 1771 - Milano, 1816-17)
Leda
Ganimede
Statue antiche esistenti nella Pubblica Libreria di S. Marco
Francesco Hayez
Soggetti tratti dall’Ivanhoe romanzo storico di Walter Scott composti e disegnati da Hayez
Francesco Hayez
Scena dal Guglielmo Tell

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