De Buyster, nativo di Anversa ma cresciuto artisticamente in Francia, attivo nei più importanti cantieri parigini della fine del Seicento, come il Louvre e Versailles, viene rappresentato con una una copia del Torso del Belvedere, iconico frammento in marmo di epoca romana conservato ai Musei Capitolini, modello imprescindibile per lo studio dell’anatomia, del dinamismo e delle proporzioni del corpo umano.
Nel fascinoso ritratto eseguito da Pellegrini, emerge dallo sfondo indistinto soltanto il volto, fiero e malinconico di Novelli, colpito da un raggio di luce trasversale che ne connota i lineamenti delineati da una pennellata rapida e materica, mentre la mano, il pennello e la tavolozza restano incompiuti per dare risalto alla connotazione psicologica dell’artista, famoso anche per le sue incisioni.
Attraversando il XIX secolo incontriamo due opere pervase di un naturalismo pienamente romantico e caratterizzate da una rilevante presenza femminile: l’Autoritratto con ritratto dell’amata di autore ancora ignoto ma certamente da collocare in area mitteleuropea, dipinto che rientra nella rara e interessante tipologia del “ritratto nel ritratto”, e il Ritratto di famiglia del pittore bolognese Clemente Alberi, del quale si può ipotizzare la presenza nel dipinto nelle curiose vesti di intrattenitore musicale, ma con gli strumenti del mestiere sempre accanto.