Si tratta della prima immagine nota di Bezzuoli, ritratto da Luigi Sabatelli. Un commovente omaggio del maestro all’allievo, ancora adolescente, del quale però Sabatelli aveva già individuato il talento e lo aveva subito incoraggiato a perseverare negli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze.Qualcosa di più di un incoraggiamento suona infatti la scritta, vergata con lo stesso inchiostro con cui sono stati delineati i tratti del volto, posta ad epigrafe dell’immagine. Qui il giovane studente, già insignito dal lungimirante Sabatelli della qualifica di “Pittore” con P maiuscola, è chiamato “Bazzuoli” ma non si tratta di un refuso. Perché in realtà il padre dell’artista si chiamava Luigi Bazzuoli ed era un decoratore prospettico e fiorista. Solo dal 1822 Giuseppe cominciò a firmarsi “Bezzuoli”, perché si riteneva discendente di un’antica famiglia di questo nome. Questo foglio, insieme a un altro ritratto che Sabatelli fece a Bezzuoli, faceva inizialmente parte del Taccuino dei “Ritratti in disegno”, un prezioso album che rimase di proprietà degli eredi del pittore per oltre cento anni dopo la sua morte e venne rimaneggiato a più riprese. Oggi il taccuino è conservato nelle collezioni di grafica degli Uffizi.
Luigi Sabatelli
(Firenze 1772 – Milano 1850)
Ritratto di Giuseppe Bezzuoli adolescente, 1840-1850
Bibliografia
F. Mazzocca, in Giuseppe Bezzuoli. L’immagine e il gusto di un protagonista del Romanticismo, a cura di F. Mazzocca ed E. Colle, Novara 2019;
V. Gavioli, in Giuseppe Bezzuoli (1784-1855). Un grande protagonista della pittura romantica, catalogo della mostra a cura di V. Gavioli, E. Marconi, E. Spalletti, Firenze 2022, pp. 30 (fig.), 334-335.
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Luigi Sabatelli
Ritratto di Giuseppe Bezzuoli adolescente, 1840-1850
Si tratta della prima immagine nota di Bezzuoli, ritratto da Luigi Sabatelli. Un commovente omaggio del maestro all’allievo, ancora adolescente, del quale però Sabatelli aveva già individuato il talento e lo aveva subito incoraggiato a perseverare negli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze.Qualcosa di più di un incoraggiamento suona infatti la scritta, vergata con lo stesso inchiostro con cui sono stati delineati i tratti del volto, posta ad epigrafe dell’immagine. Qui il giovane studente, già insignito dal lungimirante Sabatelli della qualifica di “Pittore” con P maiuscola, è chiamato “Bazzuoli” ma non si tratta di un refuso. Perché in realtà il padre dell’artista si chiamava Luigi Bazzuoli ed era un decoratore prospettico e fiorista. Solo dal 1822 Giuseppe cominciò a firmarsi “Bezzuoli”, perché si riteneva discendente di un’antica famiglia di questo nome. Questo foglio, insieme a un altro ritratto che Sabatelli fece a Bezzuoli, faceva inizialmente parte del Taccuino dei “Ritratti in disegno”, un prezioso album che rimase di proprietà degli eredi del pittore per oltre cento anni dopo la sua morte e venne rimaneggiato a più riprese. Oggi il taccuino è conservato nelle collezioni di grafica degli Uffizi.
Bibliografia
F. Mazzocca, in Giuseppe Bezzuoli. L’immagine e il gusto di un protagonista del Romanticismo, a cura di F. Mazzocca ed E. Colle, Novara 2019;
V. Gavioli, in Giuseppe Bezzuoli (1784-1855). Un grande protagonista della pittura romantica, catalogo della mostra a cura di V. Gavioli, E. Marconi, E. Spalletti, Firenze 2022, pp. 30 (fig.), 334-335.


