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Domenico Pellegrini

(Galliera Veneta, 1759 – Roma, 1840)

Ritratto di Pietro Antonio Novelli

1795 circa
Olio su tela
59,5 x 44 cm

L’esecuzione del ritratto si potrebbe far coincidere con il rientro a Venezia di Pellegrini, allora impegnato in Inghilterra, nel 1795. L’artista tornò in Laguna con lo scopo di documentare, con un ritratto ufficiale, a figura intera, il solenne ingresso nella magistratura marciana di Alvise Pisani, conosciuto proprio durante la prima parte del soggiorno londinese. Durante l’anno di permanenza nella Serenissima, Pellegrini licenziò anche la pala con S. Severo designato vescovo di Ravenna dallo Spirito Santo per il duomo di Castelfranco Veneto, un’Aurora per la villa bassanese di Abbondio Rezzonico, e molto probabilmente il ritratto qui descritto, che immortala l’anziano collega con pennellate rapide e vibranti, lasciando compiuto soltanto il volto, in una prova pittorica, per stile e cromie, memore della lezione dei grandi maestri inglesi contemporanei.

Analogie stilistiche all’interno della produzione di Pellegrini si ritrovano nel Ritratto di gentiluomo dei Musei Civici di Bassano e nel Ritratto di Domingos Antonio de Sequeira del Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona (G. Pavanello, Domenico Pellegrini 1759-1840. Un pittore veneto nelle capitali d’Europa, Venezia, Fondazione Giorgio Cini – Scripta Edizioni, 2012, pp. 56, 90, fig. 91).

E’ stato possibile risalire all’identità del ritrattato attraverso il confronto con uno studio per incisione realizzata nel 1791 da Dominique Vivant Denon che ritrae Pietro Antonio Novelli di profilo (cfr. AA.VV., Venezia nell’Età di Canova 1780-1830, Venezia 1978, p. 48).

Bibliografia

Per confronti stilistici si veda: G. Pavanello, Domenico Pellegrini 1759-1840. Un pittore veneto nelle capitali d’Europa, Venezia, Fondazione Giorgio Cini – Scripta Edizioni, 2012, pp. 56, 90 (fig. 91).

Per identità del ritrattato si veda: Venezia nell’Età di Canova 1780-1830, Venezia, Alfieri, 1978, p. 48 (Dominiqie Vivant-Denon, Ritratto di Pietro Antonio Novelli).

Domenico Pellegrini

Ritratto di Pietro Antonio Novelli

1795 circa
Olio su tela
59,5 x 44 cm

L’esecuzione del ritratto si potrebbe far coincidere con il rientro a Venezia di Pellegrini, allora impegnato in Inghilterra, nel 1795. L’artista tornò in Laguna con lo scopo di documentare, con un ritratto ufficiale, a figura intera, il solenne ingresso nella magistratura marciana di Alvise Pisani, conosciuto proprio durante la prima parte del soggiorno londinese. Durante l’anno di permanenza nella Serenissima, Pellegrini licenziò anche la pala con S. Severo designato vescovo di Ravenna dallo Spirito Santo per il duomo di Castelfranco Veneto, un’Aurora per la villa bassanese di Abbondio Rezzonico, e molto probabilmente il ritratto qui descritto, che immortala l’anziano collega con pennellate rapide e vibranti, lasciando compiuto soltanto il volto, in una prova pittorica, per stile e cromie, memore della lezione dei grandi maestri inglesi contemporanei.

Analogie stilistiche all’interno della produzione di Pellegrini si ritrovano nel Ritratto di gentiluomo dei Musei Civici di Bassano e nel Ritratto di Domingos Antonio de Sequeira del Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona (G. Pavanello, Domenico Pellegrini 1759-1840. Un pittore veneto nelle capitali d’Europa, Venezia, Fondazione Giorgio Cini – Scripta Edizioni, 2012, pp. 56, 90, fig. 91).

E’ stato possibile risalire all’identità del ritrattato attraverso il confronto con uno studio per incisione realizzata nel 1791 da Dominique Vivant Denon che ritrae Pietro Antonio Novelli di profilo (cfr. AA.VV., Venezia nell’Età di Canova 1780-1830, Venezia 1978, p. 48).

Bibliografia

Per confronti stilistici si veda: G. Pavanello, Domenico Pellegrini 1759-1840. Un pittore veneto nelle capitali d’Europa, Venezia, Fondazione Giorgio Cini – Scripta Edizioni, 2012, pp. 56, 90 (fig. 91).

Per identità del ritrattato si veda: Venezia nell’Età di Canova 1780-1830, Venezia, Alfieri, 1978, p. 48 (Dominiqie Vivant-Denon, Ritratto di Pietro Antonio Novelli).